Cartellone

11 FEB 20
Ultimo aggiornamento: 00:06 | 12 FEB 20
Immagine di Cartellone
di Luca Fiore
Di Georges de La Tour Roberto Longhi diceva: “Le sue decifrazioni d’argomenti religiosi sono le più intelligenti e moderne dopo quelle, scandalose, di Caravaggio; ma più misteriose, esoteriche”. E misterioso è lui stesso, pittore che quasi mai si mosse dal suo villaggio della Lorena, nel quale aveva costruito quello che, ancora Longhi, definiva “un fortino caravaggesco”. Anche se non siamo sicuri se quella lezione gli arrivò in maniera diretta (visitò Roma?) o soltanto attraverso la mano di epigoni. Una mostra su di lui è difficilissima da mettere insieme. A Milano ce l’hanno fatta. Preparatevi per la coda.
Milano, Palazzo Reale. “Georges de La Tour. L’Europa della luce”. Fino al 7 giugno
info: palazzorealemilano.it
Una mostra sul Gange, il fiume sacro. Ritratto come se fosse una persona colpita da un male incurabile. Quasi ogni manifestazione del suo fascino e della sua vitalità è segnata dai sintomi del cancro dell’inquinamento. Dal ghiacciaio del Gangotri fino alla foce nel Golfo del Bengala. Un lavoro, quello di Di Sturco, durato dieci anni e che non si ferma alla semplice documentazione. E’ una specie di dialogo, in cui il fotografo domanda e il grande fiume risponde restando muto. Il fascino spirituale si intreccia con le contraddizioni dell’uomo e della natura. Estasi e orrore. E la luce magica dell’India.
Milano, Fondazione Stelline. “Ganga Ma. Giulio Di Sturco”. Fino al 22 marzo
info: stelline.it
di Mario Leone
Quando nel 1978 Mikhail Pletnev vinse la sesta edizione del “Concorso internazionale Cajkovskij” aveva 21 anni. Fuoco russo, tecnica cristallina, completa e capace di affrontare qualsiasi repertorio. Per le “Serate musicali” propone uno spaccato del Romanticismo pianistico: da un lato il primo Schubert, quello della Sonata op. 164 D 537, dall’altro le Stagioni op. 37 di Cajkovskij. Queste due partiture non sono spesso eseguite pur mostrando tutta la grandezza dei loro compositori.
Milano, Sala “Verdi” del Conservatorio. Lunedì 17, ore 20.45
info: seratemusicali.it
Dici “Va, pensiero” e in chiunque risuona il grido di libertà, il desiderio di una terra dove ritornare. Il Verdi che cantò l’unità d’Italia, colui che “ha contribuito a fare gli italiani” prima che si facesse l’Italia è stato anche molto strumentalizzato e forse poco approfondito. Sul podio del Regio di Torino sale Donato Renzetti, una delle bacchette che meglio conoscono i meandri del melodramma verdiano. In scena un nuovo allestimento con la regia di Andrea Cigni, che in questo 2020 proporrà il “suo” Nabucco anche al “Massimo” di Palermo e alla “Biwako Hall” di Otsu.
Torino, Teatro Regio. Da mercoledì 12, ore 20, sino a sabato 22
info: teatroregio.torino.it
di Eugenio Murrali
L’autore francese Laurent Mauvignier si serve di una scrittura rigorosa per rappresentare la violenza nella sua distruttiva banalità. “Storia di un oblio” racconta un semplice fatto di cronaca: un uomo, dopo essere entrato in un supermercato e aver rubato una lattina di birra, viene ammazzato di botte da quattro agenti della sicurezza. Alla sua prima messa in scena italiana, lo spettacolo gode della regia di Roberto Andò e dell’interpretazione di Vincenzo Pirrotta, due palermitani cosmopoliti, capaci di analizzare le pieghe del male e della sua insensatezza grazie alla loro sensibilità.
Palermo, Teatro Biondo. “Storia di un oblio”, di Laurent Mauvignier. Fino al 23 febbraio
info: teatrobiondo.it
Ridere sulla morte e sul fallimento, sull’autoinganno che l’umanità produce di fronte alla paura di soffrire. Carlo Cecchi mette in scena due atti unici di Eduardo, “Dolore sotto chiave”, nato come radiodramma nel 1958, e “Sik Sik l’artefice magico”, scritto nel 1929 per il teatro e fonte di successo per i De Filippo. Nel primo Lucia vuole nascondere al fratello Rocco la morte della moglie, quasi opponendosi illusoriamente alla legge naturale, nel secondo un maldestro illusionista incarnerà l’amarezza di ciò che è umano e in sé comico.
Milano, Teatro Franco Parenti. “Dolore sotto chiave” e “Sik Sik l’artefice magico”, di Eduardo De Filippo. Fino al 1° marzo
info: teatrofrancoparenti.it